giovedì 13 gennaio 2011

In occasione del cinquantesimo di fondazione del Pontificio Collegio Sloveno

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Il testo che segue è tratto dal libro:
Škulj Edo (a cura di), Ob pet­desetletnici Papeškega slovenskega zavoda v Rimu (In occasione del cinquantesimo di fondazione del Pontificio Collegio Sloveno), Družina, Ljubljana 2010, p. 235-236.
La traduzione del riassunto è di Ivo Jevnikar.

In occasione del cinquantesimo di fondazione del Pontificio Collegio Sloveno

Il vescovo di Ljubljana Anton Vovk poté effettuare la sua prima visita ad limina a Roma nel gennaio del 1960. Fu l’occasione per discutere col P. Anton Prešeren S.I. anche dell’idea di istituire a Roma un collegio sloveno. Il vescovo voleva chiarire alcune questioni: se il collegio dovesse essere riservato ai soli sacerdoti provenienti dalla Slovenia, oppure se fosse aperto anche a quelli appar­tenenti alle minoranze o alle comunità di emigrati slo­ve­ni; chi dovesse esserne alla guida, ecc. Problemi che il vescovo Vovk affidò alla sollecitudine del P. Prešeren. Il 31 maggio 1960 venne presentata alla Congregazione per i Seminari e le Uni­ver­sità degli Studi la richiesta per l’istituzione di un collegio; già in data 4 luglio vi fu l’approvazione tem­poranea, mentre il 22 novembre 1960, ottenute le informazioni necessarie, per disposizione di Papa Giovanni XXIII la Congregazione emise il decreto N. 1328/60 con il quale veniva istituito il Collegium Slovenorum de Urbe.
Lo Slovenik trovò la sua prima sede nella “Casa Slovena” di Via dei Colli n. 8 dove si stabilirono i primi tre sacerdoti sloveni, provenienti dall’Argentina – Fran­ček Prijatelj, Bogdan Makovec e France Bergant. Lo Slovenik era ormai una realtà ma il P. Prešeren era affaticato dagli anni e da diverse divergenze che voleva ri­sol­vere quanto prima. La Congregazione perciò nominò un prorettore, nella persona del dott. Maksimilijan Jezernik. Il P. Prešeren morì il 7 marzo 1965. Ponderate tutte le esigenze e le possibilità il prorettore decise: 1) di stilare uno statuto ed un regolamento del neocostituito collegio; 2) di ottenere il riconoscimento giuridico delle autorità italiane; 3) di costruire quanto prima una propria sede.
Tutti e tre i vescovi sloveni si resero conto dell’importanza degli studi teologici superiori a Roma ed incominciarono a mandarvi i propri sacerdoti. Quando nel 1965 arrivarono i primi studenti provenienti dalla Slovenia o appartenenti alle mino­ranze slovene, vi fu la necessità di trovare una nuova sede. Gli studenti che pro­venivano dall’Argentina rimasero in Via dei Colli, ma gli studenti che arrivavano dalla Slovenia oppure appartenevano alla minoranza slovena in Italia - Jože Mar­kuža, il seminarista Ivan Rebernik, il dott. France Rozman e Rafko Valenčič - si stabilirono nell’edificio della Congregazione della Missione in Via della Consolata n. 46. L’anno seguente, nel 1966, gli studenti si trasferirono alla Casa generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane in Via Aurelia n. 476.
Durante l’udienza del 9 maggio 1969, alla quale presero parte i vescovi, nu­merosi sacerdoti ed una moltitudine di fedeli sloveni, Papa Paolo VI benedisse la prima pietra dello Slovenik e disse che non senza fini salvifici tale pietra era stata prelevata proprio dalle vicinanze della tomba del primo tra gli apostoli, come pure di essere fermamente convinto che il collegio avrebbe rafforzato tra gli Sloveni quella fede che l’apostolo Paolo aveva lodato tra i discepoli romani e rinvigorito i legami tra la provincia ecclesiastica slovena e la Santa Sede.
Le offerte per il collegio romano, raccolte per anni in seno a tutte le comunità slovene sparse nel mondo, ne resero possibile la realizzazione. Purtroppo venne accantonato il progetto di edificarne la sede lungo il Raccordo anulare. La dire­zione dello Slovenik acquistò verso la fine del 1970 uno stabile al numero civico 884 della Via Appia Nuova. Gli studenti vi si trasferirono per il Capodanno del 1971. L’economia domestica del collegio venne affidata nell’autunno dello stesso anno alle religiose della congregazione delle Suore della Meda­glia Miracolosa.
La direzione volle imprimere all’edificio, che era stato costruito un decennio prima, un’impronta slovena. L’incarico venne affidato all’architetto Tone Bitenc, l’architetto Jože Kregar elaborò il progetto ed assunse la direzione dei lavori, per il pittore Stane Kregar invece le opere dedicate allo Slovenik furono il suo canto del cigno. All’entrata dell’edificio si legge una lapide molto eloquente: Gli SLOVENI nel mondo, grati per il dono della fede, nel 1200° anniversario della loro cristianizzazione affidano lo SLOVENIK al popolo sloveno affinché conservi a loro anche nel futuro la fiamma del vangelo ed il lume della cultura. L’edificio è stato benedetto dai vescovi sloveni il 18 giugno 1973 all’epoca di Paolo VI e del primo metropolita sloveno Jožef Pogačnik.
Nel corso dell’udienza generale di mercoledì 20 giugno 1973 Papa Paolo VI con­ferì al collegio sloveno il titolo di “pontificio”, il suo nome così mutò in Pon­ti­fi­cio Collegio Sloveno. A quel periodo risale il rifacimento della cappella del colle­gio dedicata a Maria Ausiliatrice, che ne diventò il vero gioiello, adornata da un grande arazzo di Stane Kregar raffigurante i tre volti della Chiesa universale: quel­lo militante, quello sofferente e quello trionfante. In essi Kregar esprime in modo eccelso la sua concezione delle dimensioni terrene, catartiche e celesti del Creato in cui è dato vivere al Popolo di Dio.
Nel 1978 venne fondata a Roma l’Accademia Teologica Slovena con i seguenti fini: incoraggiare e pubblicare opere scientifiche teologiche; ricercare e studiare do­­cumenti relativi alla Chiesa slovena negli archivi ecclesiastici romani; rac­co­gliere mezzi per la pubblicazione di tali trattati e documenti, in particolare nella rac­colta Acta Ecclesiastica Sloveniae. Ben 26 sono stati i convegni che l’Ac­ca­demia ha organizzato nello Slovenik pubblicando altrettante raccolte degli atti.
Papa Giovanni Paolo II ha reso visita allo Slovenik per il suo 30. anniversario giovedì 22 novembre 1990. All’incontro hanno partecipato la direzione e gli stu­denti, i vescovi sloveni, ex alunni ed altri ospiti dalla Slovenia e delle minoranze slovene nei paesi contermini. Ricorda la visita una lapide dove si leggono queste parole: Giovanni XXIII mi ha fatto nascere, Paolo VI mi ha incluso tra le isti­tu­zioni pontificie, Giovanni Paolo II mi ha fatto visita e mi ha benedetto.
Il rettore mons. dott. Maksimilijan Jezernik ha abbandonato per motivi di età la direzione del collegio dopo 36 anni. In data 11 luglio 2001 la Congregazione ha nominato quale suo successore il mons. dott. Jožko Pirc, al quale è subentrato nel settembre del 2010 il mag. Franc Mihelčič.
 
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Nell’ambito delle celebrazioni del 23 novembre 2010, ha cantato il Coro sacerdotale Oremus da Slovenia.


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